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FAC SIMILE SCHEDA ELETTORALE ELEZIONE SINDACO

FAC SIMILE SCHEDA ELETTORALE ELEZIONE SINDACO

La storia di In Loco Motivi – la rete di associazioni che ha operato con l’intento di dimostrare l’utilità sociale, turistica e economica della piccola tratta, attraverso la promozione di viaggi turistici, programmi di viaggi di studio per le scuole, incontri e eventi culturali e produzione di proposte concrete – è ormai nota e comincia anche ad interessare altri livelli politici , meno ciechi e sordi dei livelli regionali e provinciali. Infatti il praticato disinteresse di molti rappresentanti politici locali è stato smentito in due occasioni significative. La prima è riferibile all’iniziativa parlamentare dei senatori Poli Bortone, Viespoli, Centaro, Ferrara e Fleres che hanno presentato un disegno di legge sulla Mobilità Dolce, dal titolo “Norme per la tutela e valorizzazione del patrimonio ferroviario in abbandono e la realizzazione di una rete della «mobilita` dolce” (preleva il disegno di legge) La seconda è l’iniziativa dall’ on. Gianni Pittella, primo vicepresidente del Parlamento europeo, che venuto a conoscenza delle iniziative della associazione In_loco_motivi ha voluto condividere l’ impegno per la valorizzazione della ferrovia Avellino-Rocchetta inviando una lettera all’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, ing. Mauro Moretti, per chiedere il ripristino del servizio ferroviario su tale tratta. (preleva la lettera dell'on.Pittella) Non sappiamo quale sarà l’esito di questa istanza presentata dall’on. Pittella ma è sentito il ringraziamento se non altro per aver recepito e riconosciuto un progetto che è venuto dalla base e che rinnova riflessioni particolari e soprattutto domande specifiche che restano inevase.  Continua a leggere »Nell'ambito della mostra "Est locus Irpinia PostUnitaria"  (organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino – Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta – Soprintendenza BSAE di Salerno e Avellino, dal Comune e dalla Provincia di Avellino con la sponsorizzazione di: Calcestruzzi Irpini, De Vizia, Novolegno e Polisud ) venerdì 2 dicembre, alle ore 17,00, Sala Ripa,  ex Carcere Borbonico in via Dalmazia ad  Avellino  si svolgerà un convegno sul tema: Quale futuro per le ferrovie "minori"?“Il treno si ferma in stazioncine senza capostazione, senza biglietteria. Alcune sono murate, altre distrutte dai vandali. Sempre i banditi? No, la globalizzazione. Sono i rami secchi, potati dai governatori dei flussi. In burocratese si chiamano stazioni impresenziate, astuto eufemismo per mascherare lo smantellamento. La fine dei territori comincia così, col bar e la panetteria che chiude , poi con le stazioni del silenzio. Sento che comincia il viaggio in uno straordinario patrimonio dilapidato”.  P. RumizLa linea ferroviaria Avellino Rocchetta nel dicembre 2010 è stata sospesa dalla Regione Campania perché considerata "antieconomica". Il problema riguarda tutto il territorio nazionale: per una logica puramente economicista, 8000 chilometri di linee minori sono soppresse, abbandonate o in via di soppressione. L’Avellino Rocchetta è una tratta che, sviluppandosi per circa 120 km, unisce il capoluogo irpino alle aree montuose interne e arriva fino in Puglia, toccando la Basilicata. È una ferrovia minore, nata nel 1895 e voluta fortemente da Francesco De Sanctis. Un treno che si inerpica lungo le valli fluviali, salta sui ponti, mastica le montagne, penetra territori dalla forte valenza paesaggistica, sconosciuti ai più, anche nella stessa Campania.È una tratta considerata antieconomica per il basso numero di clienti. Nel giro di poco più di un anno, però, un raggruppamento di organizzazioni, cittadini e associazioni ha realizzato il progetto In Loco Motivi, dimostrando che si può fare animazione territoriale dal basso e valorizzare e promuovere a costo zero le aree interne del meridione proprio utilizzando quelle ferrovie che, sempre più, le regioni stanno dismettendo ritenendole improduttive. Continua a leggere »Domenica 16 ottobre, appuntamento alla stazione ferroviaria di Avellino: alle 15,00 partenza in treno per le miniere di zolfo di Altavilla Irpina. Visita ai luoghi storici del lavoro in Irpinia, in questi 150 anni dell’Unità d’Italia e poi risalendo con una escursione di trekking urbano, accanto al Fiume Sabato fin dentro il cuore antico di Altavilla Irpina, con la visita al Museo della Gente senza storia e con il concerto del duo D’Amore -Rubino, con suggestioni celtiche e memorie cinematografiche con flauto ed arpa. In continuità con l’impegno di Amici della Terra, per un rilancio ed un uso consapevole delle linee ferroviarie irpine, risalire sul treno per raggiungere Altavilla è ancora un forte messaggio di come sia necessario ed utile ed opportuno immaginare una percorribilità turistica dell’Irpinia attraverso il suo Treno del Paesaggio, richiamando così l’attenzione delle istituzione e degli operatori economici sulla necessità di riaprire senza mezzi termini la tratta voluta da Francesco de Sanctis, dell’Avellino-Rocchetta s.a., integrando la proposta di uso turistico di quella tratta anche con il percorso – non meno suggestivo – delle terre dei grandi vini docg , fino a Benevento. Questo è l’ultimo appuntamento di “Acqua in cammino” –Escursioni naturalistiche. Azione del vasto programma che ha visto Amici della Terra promuovere e realizzare , concerti in aree di pregio naturalistico, escursioni, workshop tecnico.scientifici, attività di percezione del paesaggio con i bambini . Tali attività hanno rappresentato il complesso di “capitoli” del progetto realizzato nell’ambito del PSR 2007-2013 Misura 323 “Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” Tip.a. , la cui tipologia esecutiva comprende iniziative di sensibilizzazione ambientale miranti alla diffusione ed alla condivisione delle esigenze di tutela della aree natura 2000 e dei siti di grande pregio naturale e che ha per titolo: “Tra i SIC i corridoi ecologici. I corridoi fluviali irpini. Le connessioni del paesaggio nelle discontinuità antropiche”ATTENZIONE: Oltre ogni più rosea aspettativa l'adesione all'ultima giornata di escursioni sui fiumi irpini. STOP ALL'ADESIONE PER LA ESCURSIONE DI  DOMENICA 16, ALLE MINIERE DI ALTAVILLA SUL FIUME SABATO.PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA (contributo 5e/cad)per programma e prenotazione clicca qui Il ciclico dibattito che si ripete ad ogni coma profondo della  storica, identitaria e futuribile tratta ferroviaria Avellino_Rocchetta – favorito soprattutto dalla chiamata in causa dei rappresentanti istituzionali  sollecitata dall’azione  tutta “politica” che è scaturita dal fare di In Loco Motivi –  sembra di nuovo arenarsi nel risultato concreto prodotto: corse giornaliere , “turistiche” e dedicate a progetti scolastici soppresse . L’incontro svoltosi a Napoli con l’assesore regionale ai trasporti, prof. Vetrella, i dirigenti dell’Acam (Agenzia Campana Mobilità Sostenibile) ed i vertici di TreniItalia, sanciscono la definitva chiusura della linea. Nonostante che la riduzione dei tagli ai trasferimenti governativi sia passata dal 30% al 20% , non si è riscontrata nessuna ricaduta sulle scelte per l’Irpinia, completamente falcidiata di tutto il trasporto su treno, confermando solo pochissime corse per Benevento e quelle, forse,  decisamente inutili per Roma, vista la sovrapposizione con diverse corse con autolinee.Il criterio della soppressione delle corse a “domanda debole“ è un trucco, buono per ingannare i superficiali e gli apatici.Tutto ciò dimostra e rende visibile la mistificazione che la classe politica e dirigente irpina ha messo in atto nelle ultime settimane, abdicando di fatto dal ruolo che le compete : stabilire priorità e scegliere.Ricordiamo , con la stessa meraviglia di quando ne fu data notizia a caratteri cubitali sulla stampa locale , della presa di posizione del vicepresidente regionale che induceva a ritenere “salva” l’avellIno _rocchetta e non soppressa, giocando con i termini ed i significati effettivi che stanno dietro a scelte già compiute.Riporto un articolo pubblicato su Il mattino il 21 dicembre, spero non un epitaffio o un “quel che poteva essere” , buono solo per future recriminazioni.  (L.B.) ————————————————————da Il Mattino, ed. avellino, 21 dicembre 2010 Oggi (Martedì 21 dicembre)  a Napoli, nella sede dell’Assessorato regionale ai Trasporti, si presenteranno gli orari ufficiali dei trasporti pubblici regionali. È l’occasione consueta per incontrare le associazione dei viaggiatori, quest’anno un significativo e ufficiale riconoscimento di «In Loco Motivi», arrivato nonostante tutto, proprio da Sergio Vetrella. Conviene quindi appuntare un piccolo memorandum, buono per l’incontro. È opinione del tutto personale, ma i molti che a diverso titolo sono intervenuti nella discussione che si è animata sono parsi del tutto fuori sincrono rispetto alla realtà, ai tempi e alle capacità di spesa del breve ed anche medio periodo. Non so se quanto politicamente speculativo, o semplicemente per minimizzare quanto dimostrato da «In Loco Motivi», ma il futuro dell’Avellino-Rocchetta è stato legato solo ed esclusivamente all’attuazione e alla esecuzione dell’ormai famoso – per non dire famigerato – progetto Pain «La Via del vino tra i castelli dell’Irpinia verde».Quel progetto, che sottende una visione strategica e quindi programmatica non può essere considerato il fine dell’azione politica ed amministrativa ; come sempre è accaduto negli ultimi anni,  si è scambiato lo strumento con le finalità; il vasto programma di interventi per la promozione del territorio con il necessario coinvolgimento di capitali privati, rappresenta la modalità individuata per reperire  i soldi. La consapevolezza ultima è che contano le azioni e non solo le parole o i documenti: un po’ tutti siamo bravi a scrivere e a far discorsi. Per tanto non è credibile non dar peso ai numeri, ai dati, agli indicatori, alla progettualità misurabile e monitorabile che è scaturita da In Loco Motivi: Il treno irpino del Paesaggio. (1)Non servono ne  domani,   ne  nella prossima primavera, i milioni  di euro per far camminare il treno , che nonostante tutto ogni mattina era  pieno zeppo di studenti, e nei giorni dedicati è stato –  e lo è  già per un potenziale immediato futuro prossimo – zeppo di scolaresche che fanno pratica di educazione ambientale, di turisti irpini e da fuori regione che fanno una esperienza emozionale , e quindi di grande pregio per il turismo campano.Serve invece sapere che si può contare sulla professionalità e sulla sagacia e perseveranza di tutto il gruppo In Loco Motivi che con gli  Amici della  Terra sono pronti a garantire quello che hanno già dimostrato .Una visione di un uso del treno legato alla fruizione del paesaggio ed ai principi di un turismo sostenibile, dove la variabile ambientale è prioritaria.L’esperienza di In Loco Motivi non dimostra essere un fatto né estemporaneo e nemmeno non confrontabile. Vogliamo ricordare il caso concreto delle Ferrovie Turistiche  Italiane, con il Treno Natura della Val d’Orcia, la Ferrovia del Basso Sebino e la Ferrovia della Camusa , con la gestione della tratta e degli eventi dati all’associazione di riferimento.Così come 100 anni fa entrava in funzione la linea del Bernina tra St. Moritz e Tirano, che dallo scorso anno è entrata a far parte del Patrimonio mondiale UNESCO: Il trenino rosso. E’ a servizio del turismo ma anche delle imprese, in una zona ancor più impervia e difficile dell’Irpinia.Ecco allora dimostrato concretamente che quando i valori economici sono riferiti all’ambiente naturale ed ai valori antropologici e culturali,  emergono componenti di valore che l’economia tradizionale  spesso ignora. In Loco Motivi è un’azione che concretizza lo Sviluppo Sostenibile di un territorio. Il valore economico totale della “risorsa“ tratta ferroviaria Avellino_Rocchetta può essere rappresentato dalla sommatoria del suo valore d’uso reale con il suo valore d’uso potenziale da parte dei singoli e delle generazioni future e con il suo valore di esistenza, rappresentato dalla disponibilità a pagare per garantirne la sopravvivenza indipendentemente  dall’uso reale. (2)Divulgare la consapevolezza su queste componenti di valore (valore opzionale e valore di esistenza) significa risolvere già una parte del problema, nel senso che l’assunzione di prospettiva su cui esse si basano (considerare le generazioni future e nel caso specifico dare valore alla tratta  ferroviaria indipendentemente dai grandi progetti finanziari che la potranno investire)  è la condizione necessaria per dire che l’Avellino Rocchetta è parte integrante ed attiva di un processo di sviluppo sostenibile.(3)Luca BattistaAmici della  Terra  Irpinia  Note (1) In 27 escursioni, hanno fruito della tratta 2030 visitatori, con una media di 107 passeggeri, si sono visitati 17 borghi ed oltre  30 monumenti notevoli; si sono  effettuate 6 escursioni di tipo più strettamente naturalistico :dal treno della neve all’oasi di Conza; abbiamo stretto collaborazioni con oltre 20  tra pro loco ed altre associazioni territoriali.  In tre occasioni abbiamo sperimentato una proficua attività di educazione ambientale con le scuole, dalle elementari per finire al Liceo Artistico. Apripista del Progetto di Educazione Ambientale, approvato dal Provveditorato agli Studi e che ha già avuto l’adesione di circa 2500 studenti, e che come da comunicazione recente del Provveditorato continuano a crescere. (2)E’ evidente,come dimostra  tutto il dibattito in corso con le relative scelte effettuate dai livelli istituzionali, il valore di un bene come l’Avellino Rocchetta è una equazione di componenti economiche non del tutto tradizionali. Ci sono aspetti innovativi che devono essere recepiti nel tessuto sociale e politico-istituzionale; tale recepimento non è scontato, tutt’altro. (3) Del resto,come ancora una volta si legge nella esperienza di In Loco Motivi,  il valore  economico di un’area a forte caratterizzazione ambientale dipende dalla percezione sociale di tale area e non è possibile escludere dalla  gestione economica la gestione delle varie immagini che quel bene suscita nei vari tipi di pubblico/utenza.  In poche parole  ogni ambiente deve avere il suo pubblico (mercato di riferimento) ed ogni pubblico deve avere la sua immagine per la quale spenderebbe qualcosa di se: tempo, volontà di apprendere, soldi.Il 13 dicembre giorno di Santa Lucia,  protettrice dei ciechi e metafora amara per gli amministratori regionali campani ed irpini, che non hanno fatto nulla, per evitare la chiusura della tratta  voluta da Francesco De Sanctis; è morto il binario più antico dell'Irpinia e tra i più rilevanti da un punto di vista paesaggistico, territoriale,turistico ed anche di servizio per le aree industriali della Campania. Riporto un'articolo di Michele Fumagallo , apparso sulle pagine nazionali de il manifesto dell' 11 dicembre, giorno dell'ultima corso del treno. Michele  Fumagallo era anche presente con noi sul quell'ultima corsa, e lo ringraziamo anche per questo. (L.B.)  Continua a leggere »



Posted in Politica, tagged acque internazionali, acque territoriali, adesione alla Ue, adriatico, arbitrato, baia, bruxelles, confine, consultazione popolare, controversia, corridoio, croazia, diritto di veto, disputa, dragogna, frontiera, golfo, gorjanci, governo, indipendenza, istria, kosor, lubiana, mura, pahor, parlamento, pirano, referendum, slovenia, trieste, umago, wikipedia, zagabria on maggio 1, 2010| Leave a Comment » Fino al '91 le acque croate e slovene appartenevano allo stesso mare jugoslavo. Dopo la disgregazione non si è riusciti a tracciare un confine condivisoDa Wikipedia: “La Slovenia richiede la cessione da parte della Croazia di alcune delle sue acque territoriali ad ovest di Umago per potere accedere direttamente alle acque internazionali. Altre controversie tra le due ex repubbliche jugoslave riguardano l’assegnazione di alcune piccole unità catastali nei pressi del monte Gorjanci e lungo il fiume Mura”. Possibile che simili dispute possano bastare a far cadere il governo sloveno e a rallentare l’ingresso in Europa della Croazia? Evidentemente sì, se è vero che entrambi i Paesi sono in fermento in vista del referendum sull’argomento che si dovrebbe tenere nel prossimo giugno. Una consultazione che potrebbe risolvere (o aggravare) un conflitto diplomatico aperto dal 1991.Il problema del confine sloveno-croato esiste dall’inizio delle guerre jugoslave e riguarda soprattutto gli spazi marittimi che fronteggiano l’Italia, nel golfo di Trieste e – al suo interno – nella baia di Pirano. La Slovenia, che ha uno sviluppo costiero di soli 47 km, pretende un “corridoio di transito” che colleghi le proprie acque territoriali a quelle internazionali dell’Adriatico. A questa richiesta se ne aggiungono altre riguardanti le frontiere “terrestri”, ad esempio nella valle del fiume Dragogna, in Istria. La questione si è trascinata negli anni e si è aggravata nel dicembre 2008, quando la Slovenia ha posto il veto al proseguimento del processo di adesione della Croazia alla Ue finché non si sarà trovata una soluzione. Lubiana preme per un accordo politico tra i due Stati; Zagabria vorrebbe basarsi esclusivamente sul diritto internazionale. L’11 settembre scorso il primo ministro sloveno Borut Pahor e quello croato Jadranka Kosor hanno finalmente concordato l’istituzione di un organismo formato da cinque arbitri internazionali, chiamati a dirimere le controversie in modo vincolante per entrambi i Paesi.Borut Pahor e Jadranka Kosor, capi di governo di Slovenia e Croazia: il loro accordo sui confini potrebbe venire sottoposto a referendumIl patto è stato ratificato pochi giorni fa dal parlamento sloveno, che il 3 maggio si pronuncerà nuovamente sullo stesso tema. Quasi certamente verrà indetto un referendum, che l’opposizione vuole usare per bocciare un accordo ritenuto “sconveniente” per il Paese (ma utile per indebolire il governo in carica). Fino a pochi mesi fa Croazia e Slovenia erano d’accordo solo sulla data di riferimento: il 25 giugno 1991, giorno in cui entrambi gli Stati dichiararono l’indipendenza dalla morente Jugoslavia. Lubiana e Zagabria, però, fino allo scorso settembre davano interpretazioni diverse della situazione dell’epoca, in cui i confini ufficiali non coincidevano e una frontiera marittima non esisteva neppure. Oggi le cose sembrano essere cambiate, principalmente per motivi di opportunità: che si voglia entrare in Europa, o che si desideri un accesso diretto alle acque internazionali, l’ultima cosa da fare per raggiungere i propri obiettivi è continuare una disputa durata già troppo a lungo.Read Full Post »Inserisci la tua e-mail e registrati al blog per ricevere tutti gli aggiornamenti!Segui assieme ad altri 54 follower Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.WPThemes.





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